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Maria donna Eucaristica
Ecco perché papa Giovanni Paolo II, con occhio attento al Vangelo e alla Tradizione, sensibile alla dimensione e finalità teologale di ogni dottrina ecclesiale, nella Ecclesia de Eucharistia non ha potuto non soffermarsi sulla Vergine di Nazareth, beata perché ha creduto e perché ha creduto per prima. Maria è additata dal Papa quale «donna eucaristica», a motivo della sua fede e della sua vita di fede, posta tra oscurità e luce, commozione e gioia, consapevolezza del dono ricevuto e sincera, libera ed umile risposta "eucaristica" di una vita offerta a Dio, credendo e vincendo il mondo e il male con la potenza della Grazia e con la vittoria della sua ardente fede. Maria, intuendo prima e conoscendo poi, ha testimoniato e trasmesso alla comunità degli Apostoli ciò che dal mistero del Figlio emerse gradualmente, per opera dello Spirito, dalla sua coscienza di fede, nel suo pellegrinaggio terreno: «Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo»! (Mt 5,14). GMG 2008Vorrei qui aggiungere una parola sull'Eucaristia. Per crescere nella vita cristiana, è necessario nutrirsi del Corpo e Sangue di Cristo: infatti, siamo battezzati e confermati in vista dell'Eucaristia (cfr CCC, 1322; Esort. apost. Sacramentum caritatis, 17). "Fonte e culmine" della vita ecclesiale, l'Eucaristia è una "Pentecoste perpetua", poiché ogni volta che celebriamo la Santa Messa riceviamo lo Spirito Santo che ci unisce più profondamente a Cristo e in Lui ci trasforma. Se, cari giovani, parteciperete frequentemente alla Celebrazione eucaristica, se consacrerete un po' del vostro tempo all'adorazione del SS.mo Sacramento, dalla Sorgente dell'amore, che è l'Eucaristia, vi verrà quella gioiosa determinazione di dedicare la vita alla sequela del Vangelo. Sperimenterete al tempo stesso che là dove non arrivano le nostre forze, è lo Spirito Santo a trasformarci, a colmarci della sua forza e a renderci testimoni pieni dell'ardore missionario del Cristo risorto. la bellezza del silenzioIn silenzio Nella celebrazione eucaristica, sovente si richiede una pausa di silenzio: dopo il saluto, prima dell'atto penitenziale e di proclamare le orazioni, dopo l'omelia e la comunione. Poi, caso singolare, il silenzio apre la liturgia del Venerdì santo: "il sacerdote e i sacri ministri si recano all'altare e, fatta la riverenza, si prostrano a terra o s'inginocchiano: tutti in silenzio pregano per breve tempo". Nelle regole monastiche il silenzio è considerato "grande cerimonia" e quindi più espressivo della parola. Nella preghiera, il tema del silenzio raccoglie altri temi importanti: esame di coscienza, meditazione, adorazione. Ci viene spontaneo allora domandarci: quando il silenzio è "grande cerimonia" dentro l'Eucaristia? quando funziona come pausa nell'esecuzione d'una "musica corale" come potrebbe essere considerata un'azione liturgica? quando esprime adorazione? un grande donoL'Eucarestia
è il più bel DONO
che ci sia.
Con l'Eucarestia diventiamo ciò che riceviamo!! questa è bella
Il dono più belloLiberandovi pertanto dal potere dell'Egitto e del faraone, cioè dal diavolo, cercate di ricevere il sacrificio pasquale di salvezza, cioè il corpo e il sangue di Cristo, con tutto l'ardente desiderio del vostro cuore, perché il nostro uomo interiore sia santificato dallo stesso Signore nostro Gesù Cristo, che crediamo presente nei santi sacramenti e la cui virtù dura nel suo inestimabile valore per tutti i secoli. Gesù ti aspettaLa visita eucaristica è un segno di grande amicizia. Non si vanno forse a visitare gli amici? Non sono forse quelli momenti di gioia? Gesù ci aspetta in ogni chiesa dove ci sia l'eucaristia. Vai a trovarlo. Aprigli il tuo cuore. Ascolta la sua voce: "Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò".
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