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Giovani: Allam: «Il battesimo, un ricordo indelebile»
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Il vicedirettore del Corriere della Sera al Teatro Argentina, davanti alla platea degli universitari, racconta la sua conversione
La notte del 22 marzo 2008 per Magdi Cristiano Allam, vicedirettore del Corriere della Sera[b], nato al Cairo cinquantasei anni fa, non è stata come tutte le altre. In quella veglia pasquale [b]Allam ha ricevuto il Battesimo, sigillo di un lungo percorso spirituale di conversione che lo ha portato ad abbracciare con convinzione la fede cristiana.
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Dio onnipotente e misericordioso,
tu solo puoi dare ai tuoi fedeli
il dono di servirti in modo lodevole e degno;
fa' che camminiamo senza ostacoli
verso i beni da te promessi.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
In questo mese di ottobre dedicato al s. Rosario
ricordo le parole di Giovanni Paolo II
"la famiglia che prega unita - rimane unita"!
Preghiera per il felice esito del Sinodo dei Vescovi
CITTA' DEL VATICANO, domenica, 5 ottobre 2008 (ZENIT.org).-
Pubblichiamo la preghiera per il felice esito del Sinodo dei Vescovi pubblicata dalla Segreteria Generale.* * *
Signore Gesù Cristo, al quale il Padre ci ha comandato di dare ascolto come suo Figlio diletto, illumina la tua Chiesa,
perché essa non consideri nulla di più santo che udire la tua voce e seguirti. Tu sei il Sommo Pastore e il Signore delle anime.
Volgi il tuo sguardo ai Pastori della tua Chiesa che in questi giorni si riuniscono con il successore di Pietro in Assemblea sinodale.
Ti preghiamo di santificarli nella verità e di confermarli nella fede e nell'amore.
Signore Gesù Cristo, manda il tuo Spirito d'amore e di verità sui Vescovi che celebrano il Sinodo e su tutti coloro che li aiutano nell'adempimento del loro compito.
Rendili fedeli a ciò che lo Spirito dice alle Chiese e, attraverso di esso, ispira le loro anime e insegna loro la verità. Attraverso il loro lavoro, possano i fedeli essere purificati e rafforzati nello spirito per seguire il Vangelo della salvezza da Te operata e divenire offerta vivente al Padre celeste.
Maria, Madre di Dio e Madre della Chiesa, assista oggi i Vescovi come un tempo gli Apostoli nel Cenacolo, e interceda con il suo materno sostegno per promuovere fra di loro la comunione fraterna, affinché, in prosperità e pace, possano gioire nella serenità di questi giorni e, scrutando i segni dei tempi, celebrare la maestà di Dio misericordioso, Signore della storia, a lode e gloria della Santissima Trinità Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen.
la preghiera ottiene
grandi risulati:
la preghiera aumenta la fede
la fede accesce l'amore
l'amore si apre al servizio
Alleluia Alleluia
Lodate Dio noi siamo quello che cerchiamo
s. Agostino: "non vogliate chiedere al Signore
niente altro
che Lui stesso!"
"la tua orazione è il tuo desiderio"
un progetto molto bello di sostegno spirituale ai sacerdoti
in estate è tempo opportuno per poter pregare di più e meglio.
dedicare alla preghiera quel tempo che d'inverno non si ha.
se ti serve una intenzione, eccola!
il mese di Luglio è dedicato al preziosissimo sangue di Gesù, grazie al quale siamo stati redenti. E' infatti col suo corpo donato e il suo sangue versato per noi che il Figlio di Dio ci ha salvato.
Il suo sangue è il segno massimo di amore: "Nessuno ha un amore più grande di chi dà la vita per i suoi amici: voi siete miei amici".
Vorrei invitarvi durante questo mese a recitare una mirabile preghiera della grande tradizione cristiana: Anima di Cristo santificami. Corpo di Cristo salvami. Sangue di Cristo inebriami. Acqua del costato di Cristo lavami. Passione di Cristo confortami. Buon Gesù esaudiscimi. Nelle tue piaghe nascondimi. Non permettere che io mi separi da te. Dal nemico maligno, difendimi, Nell'ora della mia morte, chiamami. Comandami di venire da te. Comandami di venire da te a lodarti con i tuoi santi nei secoli dei secoli. Amen.
Sotto la tua protezione
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.
Salve, Regina
Salve, Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo Seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria!
Aiutami a dire sì
Ho paura di dire di sì, o Signore.
Dove mi condurrai?
Ho paura di avventurarmi,
ho paura di firmare in bianco,
ho paura del sì che reclama altri sì.
Eppure non sono in pace.
Mi insegui, o Signore, sei in agguato da ogni parte.
Cerco il rumore perché temo di sentirTi,
ma Ti infiltri in un silenzio.
Fuggo dalla via perché Ti ho intravisto,
ma mi attendi quando giungo in fondo alla strada.
Dove mi potrei nascondere? Ovunque T’incontro:
non è dunque possibile sfuggirti!
… Ma ho paura di dire di sì, o Signore
Ho paura di darTi la mano, Tu la tieni nella Tua.
Ho paura di incontrare il tuo sguardo,
Tu sei un seduttore.
Ho paura della tua esigenza, Tu sei un Dio geloso.
Sono braccato, ma mi nascondo.
Sono prigioniero, ma mi dibatto,
e combatto sentendomi vinto.
Perché Tu sei il più forte, o Signore,
Tu possiedi il Mondo e me lo sottrai.
Quando tendo le mani per cogliere persone e cose, esse svaniscono ai miei occhi.
Non è una cosa allegra, Signore, non posso prendere nulla per me.
Avvizzisce tra le mie dita il fiore che raccolgo,
muore sulle mie labbra il sorriso che abbozzo,
mi lascia ansante ed inquieto il valzer che ballo.
Tutto mi sembra vuoto,
tutto mi sembra vano,
hai creato il deserto intorno a me.
E ho fame, e ho sete.
Non mi potrebbe saziare il Mondo intero.
Eppure Ti amavo, o Signore; che Ti ho dunque fatto?
Per Te lavoravo, per Te mi spendevo.
O gran Dio terribile, che vuoi dunque ancora?
«Piccolo, voglio di più per te e per il Mondo.
Prima conducevi la tua azione,
ma IO non so che farmene.
Mi invitavi ad approvarla, M’invitavi a sostenerla,
volevi interessarMi al tuo lavoro.
Ma vedi, piccolo, invertivi le parti.
Ti ho seguito con gli occhi,
ho veduto la tua buona volontà,
ora IO voglio di più per te.
Non farai più la tua azione,
ma la volontà del tuo Padre celeste.
Di’: “sì”, piccino.
Ho bisogno del tuo sì, così come ho avuto bisogno
del sì di Maria per venire sulla terra,
perché IO debbo essere nel tuo lavoro,
IO debbo essere nella tua famiglia,
IO debbo essere nel tuo quartiere,
e non devi esserci tu.
Il Mio sguardo penetra e non il tuo,
la Mia parola trasporta e non la tua,
la Mia vita trasforma e non la tua.
Dammi TUTTO, abbandonami TUTTO.
Ho bisogno del tuo sì per sposarti
e scendere sulla terra.
Ho bisogno del tuo sì
per continuare a salvare il Mondo!»
O Signore, ho paura della Tua esigenza,
ma chi Ti può resistere?
Affinché venga il Tuo regno e non il mio,
affinché sia fatta la tua volontà e non la mia,
aiutami a dire di SÌ.
(Michel Quoist)
Citazione
O Signore risorto...
O Signore risorto, donaci di fare l'esperienza delle donne il mattino di Pasqua. Esse hanno visto il trionfo del vincitore, ma non hanno sperimentato la sconfitta dell'avversario. Solo tu ci puoi assicurare che la morte è stata vinta davvero. Donaci la certezza che la morte non avrà più presa su di noi. Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati. Che le lacrime di tutte le vittime della violenza e del dolore saranno prosciugate come la brina dal sole della primavera. Strappaci dal volto, ti preghiamo o dolce Risorto, il sudario della disperazione e arrotola per sempre, in un angolo, le bende del nostro peccato. Donaci un po' di pace. Preservaci dall'egoismo. Accresi le nostre riserve di coraggio. Raddoppia le nostre provvisre di amore. Spogliaci, Signore, da ogni ombra di arroganza. Rivestici dei panni della misericordia e della dolcezza. Donaci un futuro pieno di grazia e di luce e di incontenibile amore per la vita. Aiutaci a spendere per te tutto quello che abbiamo e che siamo per stabilire sulla terra la civiltà della verità e dell'amore secondo il desiderio di Dio Amen
don Tonino Bello
Citazione
AMAMI COME SEI
"Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo; - so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: Dammi il tuo cuore, amami come sei...
Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all’amore, non amerai mai. Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi spesso in quelle colpe che vorresti non commettere più, non ti permetto di non amarmi.
Amami come sei.
In ogni istante in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell’aridità, nella fedeltà o nell’infedeltà, amami... come sei... voglio l’amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi amerai mai.
Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore? Non sono io l’Onnipotente? E se mi piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi e preferire il povero amore del tuo cuore, non sono io padrone del mio amore?
Figlio mio, lascia che ti ami, voglio il tuo cuore. Certo voglio col tempo trasformarti, ma per ora ti amo come sei... e desidero che tu faccia lo stesso; io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l’amore. Amo in te anche la tua debolezza, amo l’amore dei poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido: Gesù ti amo.
Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno né della tua scienza, né del tuo talento. Una cosa sola importa, di vederti lavorare con amore.
Non sono le virtù che desidero; se te ne dessi, sei così debole che alimenterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grande cose; no, sarai il servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai... perchè ti ho creato soltanto per l’amore.
Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante, io il Re dei Re! Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi. Non allargare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, moriresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe vederti dubitare di me e mancare di fiducia.
Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l’azione più insignificante solo per amore. Conto su di te per darmi gioia...
Non ti preoccupare di non possedere virtù; ti darò le mie.
Quando dovrai soffrire, ti darò la forza. Mi hai dato l’amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare...
Ma ricordati... amami come sei...
Ti ho dato mia Madre: fa passare, fa passare tutto dal suo Cuore così puro.
Qualunque cosa accade, non aspettare di essere santo per abbandonarti all’amore, non mi ameresti mai... Va..."
(Mons. Lebrun)
Perciò medita sempre, parla sempre delle cose di Dio, «quando sarai seduto in casa tua» (Dt 6, 7). Per casa possiamo intendere la chiesa, possiamo intendere il nostro intimo, per parlare all'interno di noi stessi.
Parla, o uomo, quando ti corichi affinché non ti sorprenda il sonno di morte. Senti come potrai parlare sul punto di addormentarti: «Non concederò sonno ai miei occhi né riposo alle mie palpebre, finché non trovi una sede per il Signore, una dimora per il Potente di Giacobbe» (Sal 131, 4-5).
Quando ti alzi, parlagli per eseguire ciò che ti è comandato. Senti come Cristo ti sveglia. La tua anima dice: «Un rumore! E' il mio diletto che bussa» (Ct 5, 2) e Cristo dice: «Aprimi, sorella mia, mia amica» (Ivi). Senti come tu devi svegliare Cristo. L'anima dice: «Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, svegliate, ridestate l'amore» (Ct 3, 5). L'amore è Cristo.
Segno della croce
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Atto di adorazione
Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte.
Ti offro le azioni della giornata: fa’ che siano tutte secondo la tua santa volontà per la tua maggior gloria. Preservami dal peccato e da ogni male. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen.
Citazione
VI Giorno della Novena allo Spirito Santo
Spirito di fortezza che hai dato ai martiri la forza di morire lietamente per causa di Cristo Signore, infondi in me questo dono divino in tutta la sua intensità. Scuoti il mio torpore e la mia indolenza, rendimi forte nell'intraprendere tutto quello che il Signore mi chiede, senza badare a sacrifici e fatiche, a gloria tua e a beneficio spirituale e materiale di tutti i fratelli. Dammi forza di continuare con ardore, senza stancarmi e senza possibilità di abbandonare quanto ho cominciato. Dammi coraggio ed energia nel difendere intrepidamente la Chiesa, nell'affermare davanti a tutti l'integrità della fede e la vera obbedienza al Papa e ai Vescovi. Dammi lo slancio sovrumano dell'apostolato; che io vi perseveri sino alla fine, a costo di qualunque martirio dell'anima o del corpo. Spirito divino, circondami della tua onnipotenza, sostienimi con il tuo vigore e avvolgimi della tua invincibile fortezza.

PREGHIERA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Ground Zero, New York Domenica, 20 aprile 2008
O Dio dell’amore, della compassione e della riconciliazione, rivolgi il Tuo sguardo su di noi, popolo di molte fedi e tradizioni diverse, che siamo riuniti oggi in questo luogo, scenario di incredibile violenza e dolore.
Ti chiediamo nella Tua bontà di concedere luce e pace eterna a tutti coloro che sono morti in questo luogo— i primi eroici soccorritori: i nostri vigili del fuoco, agenti di polizia, addetti ai servizi di emergenza e personale della Capitaneria di Porto, insieme a tutti gli uomini e le donne innocenti, vittime di questa tragedia solo perché il loro lavoro e il loro servizio li ha portati qui l’11 settembre 2001.
Ti chiediamo, nella Tua compassione di portare la guarigione a coloro i quali, a causa della loro presenza qui in quel giorno, soffrono per le lesioni e la malattia. Guarisci, anche la sofferenza delle famiglie ancora in lutto e di quanti hanno perso persone care in questa tragedia. Concedi loro la forza di continuare a vivere con coraggio e speranza.
Ricordiamo anche coloro che hanno trovato la morte, i feriti e quanti hanno perso i loro cari in quello stesso giorno al Pentagono e a Shanksville, in Pennsylvania. I nostri cuori si uniscono ai loro mentre la nostra preghiera abbraccia il loro dolore e la loro sofferenza.
Dio della pace, porta la Tua pace nel nostro mondo violento: pace nei cuori di tutti gli uomini e le donne e pace tra le Nazioni della terra. Volgi verso il Tuo cammino di amore coloro che hanno il cuore e la mente consumati dall’odio.
Dio della comprensione, sopraffatti dalla dimensione immane di questa tragedia, cerchiamo la Tua luce e la Tua guida mentre siamo davanti ad eventi così tremendi. Concedi a coloro le cui vite sono state risparmiate di poter vivere in modo che le vite perdute qui non siano state perdute in vano. Confortaci e consolaci, rafforzaci nella speranza e concedici la saggezza e il coraggio di lavorare instancabilmente per un mondo in cui pace e amore autentici regnino tra le Nazioni e nei cuori di tutti.
La preghiera è una "questione di vita o di morte", poiché da essa dipende la nostra relazione di amore con Dio, porta per accedere alla vita eterna, ha spiegato questa domenica Benedetto XVI.
Rivolgendosi alle migliaia di pellegrini riunitesi in Piazza San Pietro del Vaticano in occasione della preghiera mariana dell'Angelus, il Papa ha spiegato il passaggio evangelico della liturgia di quest'oggi, nel quale si rivive il mistero della Trasfigurazione di Gesù.
"La preghiera non è un accessorio, un optional, ma è questione di vita o di morte", ha affermato parlando dalla finestra del suo studio in una assolata mattinata romana. "Solo chi prega, infatti, cioè chi si affida a Dio con amore filiale, può entrare nella vita eterna, che è Dio stesso", ha aggiunto.
Preghiera per le vocazioni
Signore Gesù,
ai tuoi Apostoli, come Risorto, hai affidato un prezioso mandato:
“Andate ed ammaestrate tutte le nazioni…”, rassicurando loro e noi:
“Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.
Hai chiesto ai tuoi discepoli di farsi carico del bisogno delle folle,
a cui volevi offrire non solo il cibo per sfamarsi, ma anche rivelare il cibo “che dura per la vita eterna”.
Da questo tuo sguardo di amore sgorga per tutti noi, ancora oggi, il tuo invito:
“Pregate dunque il padrone della messe, perché mandi operai nella sua messe”.
Aiutaci a comprendere, o Signore, che corrispondere alla tua chiamata
significa affrontare con prudenza e semplicità ogni situazione di difficoltà e sofferenza nella vita,
perché “un discepolo non è da più del suo maestro”.
Grazie, o Signore,
per le “testimonianze commoventi” che sempre ci doni,
capaci di ispirare tanti giovani
a seguire a loro volta Te, che sei la Vita,
trovando così il senso della “vita vera”.
Grazie per questi “testimoni della missione”,
liberi di lasciare tutto,
per annunciare Te con profonda originalità e umanità.
Santa Maria, Regina degli apostoli, Madre della speranza,
insegnaci a credere, sperare e amare con te.
Stella del mare, brilla su di noi, rendici “missionari della speranza” e guidaci nel nostro cammino!
Amen
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