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    inno a Maria

    Inno


    «Vergine madre, figlia del tuo figlio,
    umile e alta più che creatura,
    termine fisso d'eterno consiglio,

    tu se' colei che l'umana natura
    nobilitasti sì, che 'l suo fattore
    non disdegnò di farsi sua fattura.
    Nel ventre tuo si raccese l'amore
    per lo cui caldo ne l'eterna pace
    così è germinato questo fiore.

    Qui se' a noi meridïana face
    di caritate, e giuso, intra i mortali,
    se' di speranza fontana vivace.

    Donna, se' tanto grande e tanto vali,
    che qual vuol grazia ed a te non ricorre,
    sua disïanza vuol volar sanz'ali.

    La tua benignità non pur soccorre
    a chi domanda, ma molte fïate
    liberamente al dimandar precorre.

    In te misericordia, in te pietate,
    in te magnificenza, in te s'aduna

    quantunque in creatura è di bontate».



     

    Discussione su O Signore risorto...

     

    Citazione

    O Signore risorto...
    O Signore risorto,
    donaci di fare l'esperienza delle donne il mattino di Pasqua.
    Esse hanno visto il trionfo del vincitore,
    ma non hanno sperimentato la sconfitta dell'avversario.
    Solo tu ci puoi assicurare che la morte è stata vinta davvero.
    Donaci la certezza che la morte non avrà più presa su di noi.
    Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati.
    Che le lacrime di tutte le vittime della violenza e del dolore
    saranno prosciugate come la brina dal sole della primavera.
    Strappaci dal volto,
    ti preghiamo o dolce Risorto,
    il sudario della disperazione e arrotola per sempre,
    in un angolo,
    le bende del nostro peccato.
    Donaci un po' di pace.
    Preservaci dall'egoismo.
    Accresi le nostre riserve di coraggio.
    Raddoppia le nostre provvisre di amore.
    Spogliaci, Signore, da ogni ombra di arroganza.
    Rivestici dei panni della misericordia e della dolcezza.
    Donaci un futuro pieno di grazia e di luce
    e di incontenibile amore per la vita.
    Aiutaci a spendere per te
    tutto quello che abbiamo e che siamo
    per stabilire sulla terra
    la civiltà della verità e dell'amore
    secondo il desiderio di Dio
    Amen

    don Tonino Bello


    la bambola di sale

    Voleva a ogni costo vedere il mare.

    Era una bambola di sale, ma non sapeva che cosa fosse il mare. Un giorno decise di partire. Era l'unico modo per soddisfare la sua esigenza.

    Dopo un interminabile pellegrinaggio attraverso territori aridi e desolati, giunse in riva al mare e scoprì qualcosa di immenso, affascinante e misterioso nello stesso tempo.

    Era l'alba il sole cominciava a sfiorare l'acqua, accendendo timidi riflessi e la bambola non riusciva a capire. Rimase lì impalata a lungo, solidamente piantata al suolo, con la bocca aperta. Dinanzi a lei, quella distesa seducente.


    Si decise. Domandò al mare:

    - Dimmi chi sei?

    - Sono il mare.

    - E che cos'è il mare?

    - Sono io!

    - Non riesco a capire, ma lo vorrei tanto. Spiegami che cosa posso fare.

    - E' semplicissimo: toccami.

     

    Allora la bambola si fece coraggio. Mosse un passo e avanzò verso l'acqua. Dopo parecchie esitazioni, sfiorò quella massa con un piede. Ne ricavò una strana sensazione. Eppure aveva l'impressione di cominciare a comprendere qualcosa.

     

    Allorchè ritrasse la gamba, si accorse che le dita dei piedi erano sparite.

    Ne risultò spaventata e protestò:

    - Cattivo! Che cosa mi hai fatto? Dove sono finite le mie dita?

    Replicò imperturbabile, il mare:

    - Perché ti lamenti? Semplicemente hai offerto qualcosa per poter capire. Non era quello che chiedevi?

    L'altra piatì:

    - Si veramente, non pensavo... ma...

     

    Stette a riflettere un po'. Poi avanzò decisamente nell'acqua. E questa, progressivamente, la avvolgeva, le staccava qualcosa, dolorosamente.

     

    A ogni passo la bambola perdeva qualche frammento. Ma più avanzava più si sentiva impoverita di una parte di sè e più aveva la sensazione di capire meglio. Ma non riusciva ancora a dire cosa fosse il mare. Cavò fuori la solita domanda:

    - Che cos'è il mare?

     

    Un'ultima ondata inghiottì ciò che restava di lei. E proprio nell'istante in cui scompariva, perduta nell'onda che la travolgeva e la portava chissà dove, la bambola esclamò:

    - Sono io!

    Discussione su A MARIA

     

    Citazione

    A MARIA

     

    Maria-.,

    DONACI UN CUORE DI FANCIULLO 

    Santa Maria, Madre di Dio,
    conservaci un cuore di fanciullo
    trasparente e puro come una sorgente.

    Ottienici un cuore semplice
    che non assapori le tristezze;
    un cuore grande nel donare,
    sensibile nel partecipare;
    un cuore fedele e generoso
    che non dimentichi alcun bene
    e non conservi rancore di alcun male.

    Donaci un cuore dolce e umile,
    capace di amare senza chiedere risposta,
    lieto di sparire in un altro cuore
    davanti al Tuo divin Figlio.

    Donaci un cuore grande e indomabile,
    che nessuna ingratitudine chiuda
    e nessuna indifferenza stanchi;
    un cuore tormentato dalla gloria di Gesù Cristo,
    colpito dal Suo amore
    e che non possa esser saziato che in cielo.

    Amen.

    Alleanza

    Alleanza  
     
    Questo è il segno dell'alleanza che io pongo tra me e voi… Sarà il segno dell'alleanza tra me e la terra. (Genesi 9,12-13)
     
         
       
     
     
     
     
     
    Autore: Gianfranco Ravasi
     
     
    Tratto da: Famiglia Cristiana del 01/04/2008
     

    “Alleanza”, in ebraico berit è una delle parole più importanti della Bibbia, soprattutto nelle pagine della Torah, la Legge, i primi cinque libri delle Sacre Scritture, e in alcuni passi profetici. Il termine cerca di esprimere il rapporto che intercorre tra il Signore e il suo popolo. Due sono le considerazioni preliminari indispensabili. Innanzitutto non si deve concepire l’alleanza come un patto bilaterale simile a quello che avviene tra Stati: il primato è quello di Dio che prende l’iniziativa e offre l’impegno più stabile ed efficace. Per questo motivo si può parlare più di promessa, di giuramento, di “testamento” divino a cui l’uomo risponde ricevendo un dono e, purtroppo, rivelando spesso incostanza nella gratitudine e infedeltà.

     

    La seconda osservazione riguarda le forme molteplici con cui l’alleanza viene descritta nella Bibbia. Si parte da un modello che è basato sui trattati vassallatici in uso nell’antico Vicino Oriente, soprattutto tra gli Ittiti. Lo schema era quello di un accordo tra il gran re e i prìncipi satelliti: i contenuti riguardavano i reciproci diritti e doveri; l’atto avveniva sotto la protezione della divinità comune e con la siglatura alla presenza di testimoni, il tutto suggellato da una stele che fungesse da memoriale. Si legga il capitolo 24 di Giosuè, ove è riferita una cerimonia celebrata da Giosuè a Sichem, dopo che Israele è entrato nella terra promessa, e si potrà ritrovare la sostanza di quello schema.

    acqua nella Bibbia

     
    Acqua  
     
    Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete, ma chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà mai più sete (Giovanni 4,13-14).
     
         
         
     
     
     
     
     
    Autore: Gianfranco Ravasi
     
     
    Tratto da: Famiglia Cristiana del 01/04/2008
     
    l’acqua nella Bibbia – come peraltro in tutte le religioni – non è solo una presenza fisica, sospirata e preziosa, ma è soprattutto un grande simbolo spirituale.
    Sono almeno 1.500 i passi biblici “bagnati” dalle acque e certamente ci si imbatte in sorgenti, fiumi e “mari” (termine che evoca anche i laghi), ma anche in piogge, nevi, rugiade, pozzi, cisterne, acquedotti, piscine, bagni, torrenti, imbarcazioni, pescatori, pesci e così via. Tre sono i “mari” naturali: il lago di Tiberiade o di Genesaret, il mar Morto e il mar delle Canne (mar Rosso); ma fa capolino anche il Mediterraneo, almeno come fondale.

     

    Entrano in scena anche i grandiosi fiumi del Vicino Oriente: il Tigri, l’Eufrate e il Nilo, ma c’è innanzitutto il Giordano, il fiume della Terra Santa.

    Queste realtà geografiche racchiudono in sé anche vicende storiche decisive: si pensi solo al transito glorioso attraverso il mare compiuto da Israele in fuga dall’oppressione faraonica, oppure al passaggio del Giordano per entrare nella terra promessa, ma si deve fare riferimento anche al battesimo di Gesù nelle acque di quel fiume.

    L’acqua, però, condensa in sé valori simbolici fondamentali al punto tale da trasformarsi in un segno stesso di Dio e della sua parola.

     

    Così, il profeta Geremia descrive in modo incisivo il peccato di Israele come l’aver «abbandonato il Signore, sorgente di acqua viva, per scavarsi cisterne screpolate che non tengono l’acqua» (2,13). Per questo l’orante di quel gioiello poetico e mistico che è il Salmo 42 (41) descrive l’anelito dell’anima verso Dio come quello della «cerva che anela ai corsi d’acqua: così l’anima mia sospira a te, o Dio. L’anima mia è assetata di Dio, del Dio vivente». E il profeta Amos aveva intravisto il giorno in cui «la sete d’acqua»sarà quella di «ascoltare la parola del Signore» (8,11). Una parola che Isaia compara all’acqua che «irriga la terra, la feconda e la fa germogliare dando seme al seminatore e pane da mangiare» (55,10-11).

     

    L’acqua è, però, anche un segno di purificazione che riguarda l’uomo: «Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli» (Ezechiele 36,25). Anzi, essa è alla radice della creatura nuova che rinasce dalle acque battesimali: «Se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio», dice Gesù a Nicodemo (Giovanni 3,5). E alla Samaritana Gesù promette un’acqua ben diversa da quella attinta al pozzo di Giacobbe: «Chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete» (Giovanni 4,14). L’acqua diventa, quindi, il segno del principio della vita nuova del credente, nel quale è effuso lo Spirito di Dio. È ciò che viene esplicitato in un celebre passo giovanneo: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura, fiumi d’acqua viva scorreranno dal suo grembo» (7,37-38).

     

    Certo, l’acqua rivela anche un profilo terribile, di giudizio e di distruzione: pensiamo solo al diluvio o, più semplicemente, al mare che nella Bibbia è visto come un simbolo del nulla, del caos, della morte. Ma la meta ultima della storia è nella rappresentazione della Gerusalemme nuova, dipinta dall’Apocalisse: «Il mare non c’era più […]. Un fiume d’acqua viva, limpida come cristallo, scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello […]. A colui che ha sete darò gratuitamente acqua della fonte della vita» (21,1.6; 22,1). Quel Dio, che aveva dissetato il suo popolo nel deserto, offrirà allora una «sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna» (Giovanni 4,14).

    25 maggio

    Messaggio di Medjugorje
    25 Maggio 2008

    "Cari figli, in questo tempo di grazia, in cui Dio mi ha permesso di essere con voi, di nuovo

    vi invito, figlioli, alla conversione.

    Lavorate per la salvezza del mondo

    in modo particolare mentre sono con voi.

    Dio è misericordioso e dona grazie particolari e per questo chiedetele attraverso la preghiera.

    Io sono con voi e non vi lascio soli.

    Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

    AMAMI COME SEI

     

    Citazione

    AMAMI COME SEI
    "Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo; - so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: Dammi il tuo cuore, amami come sei...
     
    Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all’amore, non amerai mai. Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi spesso in quelle colpe che vorresti non commettere più, non ti permetto di non amarmi.

    Amami come sei.

    In ogni istante in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell’aridità, nella fedeltà o nell’infedeltà, amami... come sei... voglio l’amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi amerai mai.

     Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore? Non sono io l’Onnipotente? E se mi piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi e preferire il povero amore del tuo cuore, non sono io padrone del mio amore?

     Figlio mio, lascia che ti ami, voglio il tuo cuore. Certo voglio col tempo trasformarti, ma per ora ti amo come sei... e desidero che tu faccia lo stesso; io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l’amore. Amo in te anche la tua debolezza, amo l’amore dei poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido: Gesù ti amo.

     Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno né della tua scienza, né del tuo talento. Una cosa sola importa, di vederti lavorare con amore.

     Non sono le virtù che desidero; se te ne dessi, sei così debole che alimenterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grande cose; no, sarai il servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai... perchè ti ho creato soltanto per l’amore.

     Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante, io il Re dei Re! Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi. Non allargare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, moriresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe vederti dubitare di me e mancare di fiducia.

     Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l’azione più insignificante solo per amore. Conto su di te per darmi gioia...

     Non ti preoccupare di non possedere virtù; ti darò le mie.

    Quando dovrai soffrire, ti darò la forza. Mi hai dato l’amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare...

     Ma ricordati... amami come sei...

     Ti ho dato mia Madre: fa passare, fa passare tutto dal suo Cuore così puro.

     Qualunque cosa accade, non aspettare di essere santo per abbandonarti all’amore, non mi ameresti mai... Va..."

     

    (Mons. Lebrun)

    Benedetto XVI

    L’amore e la devozione

    per la Madre del Signore,

    tanto diffusa e radicata nel

    popolo italiano,

    sono un’eredità preziosa

    che dobbiamo sempre coltivare

    e una grande risorsa anche in

    vista dell’evangelizzazione.

    festa della Trinità

    La festa della SS. Trinità ci ricorda che il Dio nel quale crediamo non è infinita solitudine, ma eterna comunione di amore. E' Padre che genera, Figlio che è generato e Spirito Santo, il reciproco dono di amore fra Il Padre e il Figlio.

    Tutto passa. Solo Dio resta. Quando siamo in grazia di Dio, siamo il Tempio della SS. Trinità e il nostro cuore è un paradiso.

    Esprimiamo questa nostro fede facendo col cuore, e non solo con le braccia, il segno della santa croce.

    s. Ambrogio

    Perciò medita sempre, parla sempre delle cose di Dio, «quando sarai seduto in casa tua» (Dt 6, 7). Per casa possiamo intendere la chiesa, possiamo intendere il nostro intimo, per parlare all'interno di noi stessi.

    Parla, o uomo, quando ti corichi affinché non ti sorprenda il sonno di morte. Senti come potrai parlare sul punto di addormentarti: «Non concederò sonno ai miei occhi né riposo alle mie palpebre, finché non trovi una sede per il Signore, una dimora per il Potente di Giacobbe» (Sal 131, 4-5).


    Quando ti alzi, parlagli per eseguire ciò che ti è comandato. Senti come Cristo ti sveglia. La tua anima dice: «Un rumore! E' il mio diletto che bussa» (Ct 5, 2) e Cristo dice: «Aprimi, sorella mia, mia amica» (Ivi). Senti come tu devi svegliare Cristo. L'anima dice: «Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, svegliate, ridestate l'amore» (Ct 3, 5). L'amore è Cristo.

     

    ti adoro mio Dio

    F3

    Segno della croce

    Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

    Atto di adorazione

    Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte.

    Ti offro le azioni della giornata: fa’ che siano tutte secondo la tua santa volontà per la tua maggior gloria. Preservami dal peccato e da ogni male. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen.

    santa Maria

     

    Ave maria= rallegrati Maria! Gioisci!

    Maria è "Immacolata" per progetto e per dono gratuito del Padre

    santa Maria ...

    Maria è santa perchè  corrisponde al Padre con il suo Si pieno, gioioso e libero - con TUTTA la sua vita.

    Serva del Signore = vuole accogliere con gioia e pienamente il vangelo

    mettendosi a servizio ATTIVO di Dio.

    questa è bella

     

    L'uomo "ha" la vita

     

    ma non "é" la vita

     

    La sua vita non è sua: viene da un al­tro e si mantiene con altro da sé, con il pane.

    Vieni Spirito Santo - Amore

    L'Arcobaleno contiene tutti i colori della luce...così i nostri occhi possono contenere tutta la luce dello Spirito...

     

    arcobaleno

    come fiorellini

    La Madonna usa spesso l'immagine del fiore che, con la sua bellezza e con la sua fragilità, è un simbolo della condizione umana.

    "Quando pregate, voi siete molto più belli: come i fiori che dopo la neve mostrano tutta la loro bellezza e tutti i colori diventano indescrivibili".

    "Non dimenticate che siete passeggeri come un fiore di un campo che si vede da lontano, ma in un attimo sparisce".

    il fraintendimento

     

    Uno dei segni distintivi del Vangelo di Giovanni è la frequenza con cui i suoi personaggi fraintendono Gesù. Questi fraintendimenti pos­sono venire caratterizzati in termini generali con i seguenti elemen­ti: 1) Gesù fa un'affermazione che è ambigua, metaforica, oppure contiene un duplice significato; 2) il suo «partner» di dialogo rispon­de, sia in termini di comprensione letterale dell'affermazione di Ge­sù, oppure con una domanda ο protesta che dimostra come lui ο lei non ha afferrato il significato più alto delle parole di Gesù; 3) in più casi una spiegazione è offerta da Gesù, oppure (meno di frequente) dal narratore.

    I fraintendimenti, perciò, offrono un'opportunità per spiegare il significato delle parole di Gesù e sviluppare ulteriormente temi significativi (...). La loro efficacia sul lettore è certamente più grande di quella che si otterrebbe se il significato fosse stato offerto chiaramente e semplicemente fin dall'inizio.

    ellenismo

    Ellenismo.

    Cultura che presenta elementi greci e orientali e che dominava nella parte orientale del Bacino del Mediterraneo, a partire da Alessandro Magno (IV sec. a.C.) fino all II/III sec. d.C. Essa influì sulla mentalità, la religiosità, i costuni, l’arte. Di solito si distinguono le comunità ellenistiche che vivevano nel mondo greco-romano dalle comunità palestinesi. Questa distinzione deve essere sfumata, perché l’influenza della cultura e della civiltà ellenistica penetrò anche in Palestina.

    Discussione su VI Giorno della Novena alla Vergine di Pompei

     

    Citazione

    VI Giorno della Novena alla Vergine di Pompei

     

    Eccomi a' tuoi ginocchi, o Madre immacolata di Gesù, che godi di essere invocata Regina del Rosario nella Valle di Pompei. Con la letizia nel cuore, con l'animo compreso dalla più viva gratitudine io ritorno a Te, mia generosa Benefattrice, mia dolce Signora, Sovrana del mio cuore, a Te, che ti sei dimostrata veracemente la Madre mia, la Madre che assai mi ama. Io era gemebondo, e Tu - mi hai ascoltato: io era afflitto, e Tu mi hai consolato: io era nelle angustie, e Tu mi hai ridonato la pace. Dolori e pene di  morte assediarono il mio cuore, e Tu, o Madre, dal tuo Trono di Pompei con uno sguardo pietoso mi hai rasserenato. Chi mai si volse a Te con fiducia e non venne esaudito? Oh, se tutto il mondo conoscesse quanto sei buona, quanto compassionevole con chi soffre, oh, come tutte le creature farebbero a Te ricorso! Che sii Tu sempre benedetta, o Vergine Sovrana di Pompei, da me e da tutti, dagli uomini e dagli Angeli, dalla terra e dal Cielo. Così sia.

     

    Discussione su VI Giorno della Novena allo Spirito Santo

     

    Citazione

    VI Giorno della Novena allo Spirito Santo
     
    Spirito di fortezza che hai dato ai marti­ri la forza di morire lietamente per causa di Cristo Signore, infondi in me que­sto dono divino in tutta la sua intensità. Scuoti il mio torpore e la mia indolenza, rendimi forte nell'intraprendere tutto quel­lo che il Signore mi chiede, senza badare a sacrifici e fatiche, a gloria tua e a beneficio spirituale e materiale di tutti i fratelli. Dammi forza di continuare con ardore, senza stancarmi e senza possibilità di abbandonare quanto ho cominciato. Dammi coraggio ed energia nel difendere intrepidamente la Chiesa, nell'affermare davanti a tutti l'integrità della fede e la vera obbedienza al Papa e ai Vescovi. Dammi lo slancio sovrumano dell'apostola­to; che io vi perseveri sino alla fine, a costo di qualunque martirio dell'anima o del corpo. Spirito divino, circondami della tua onnipotenza, sostienimi con il tuo vigore e avvolgimi della tua invincibile fortezza.