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inno a Maria
Discussione su O Signore risorto...
Citazione O Signore risorto... la bambola di saleVoleva a ogni costo vedere il mare.
Era una bambola di sale, ma non sapeva che cosa fosse il mare. Un giorno decise di partire. Era l'unico modo per soddisfare la sua esigenza. Dopo un interminabile pellegrinaggio attraverso territori aridi e desolati, giunse in riva al mare e scoprì qualcosa di immenso, affascinante e misterioso nello stesso tempo. Era l'alba il sole cominciava a sfiorare l'acqua, accendendo timidi riflessi e la bambola non riusciva a capire. Rimase lì impalata a lungo, solidamente piantata al suolo, con la bocca aperta. Dinanzi a lei, quella distesa seducente.
- Dimmi chi sei? - Sono il mare. - E che cos'è il mare? - Sono io! - Non riesco a capire, ma lo vorrei tanto. Spiegami che cosa posso fare. - E' semplicissimo: toccami.
Allora la bambola si fece coraggio. Mosse un passo e avanzò verso l'acqua. Dopo parecchie esitazioni, sfiorò quella massa con un piede. Ne ricavò una strana sensazione. Eppure aveva l'impressione di cominciare a comprendere qualcosa.
Allorchè ritrasse la gamba, si accorse che le dita dei piedi erano sparite. Ne risultò spaventata e protestò: - Cattivo! Che cosa mi hai fatto? Dove sono finite le mie dita? Replicò imperturbabile, il mare: - Perché ti lamenti? Semplicemente hai offerto qualcosa per poter capire. Non era quello che chiedevi? L'altra piatì: - Si veramente, non pensavo... ma...
Stette a riflettere un po'. Poi avanzò decisamente nell'acqua. E questa, progressivamente, la avvolgeva, le staccava qualcosa, dolorosamente.
A ogni passo la bambola perdeva qualche frammento. Ma più avanzava più si sentiva impoverita di una parte di sè e più aveva la sensazione di capire meglio. Ma non riusciva ancora a dire cosa fosse il mare. Cavò fuori la solita domanda: - Che cos'è il mare?
Un'ultima ondata inghiottì ciò che restava di lei. E proprio nell'istante in cui scompariva, perduta nell'onda che la travolgeva e la portava chissà dove, la bambola esclamò: - Sono io! Discussione su A MARIA
Citazione A MARIA Alleanza
“Alleanza”, in ebraico berit è una delle parole più importanti della Bibbia, soprattutto nelle pagine della Torah, la Legge, i primi cinque libri delle Sacre Scritture, e in alcuni passi profetici. Il termine cerca di esprimere il rapporto che intercorre tra il Signore e il suo popolo. Due sono le considerazioni preliminari indispensabili. Innanzitutto non si deve concepire l’alleanza come un patto bilaterale simile a quello che avviene tra Stati: il primato è quello di Dio che prende l’iniziativa e offre l’impegno più stabile ed efficace. Per questo motivo si può parlare più di promessa, di giuramento, di “testamento” divino a cui l’uomo risponde ricevendo un dono e, purtroppo, rivelando spesso incostanza nella gratitudine e infedeltà.
La seconda osservazione riguarda le forme molteplici con cui l’alleanza viene descritta nella Bibbia. Si parte da un modello che è basato sui trattati vassallatici in uso nell’antico Vicino Oriente, soprattutto tra gli Ittiti. Lo schema era quello di un accordo tra il gran re e i prìncipi satelliti: i contenuti riguardavano i reciproci diritti e doveri; l’atto avveniva sotto la protezione della divinità comune e con la siglatura alla presenza di testimoni, il tutto suggellato da una stele che fungesse da memoriale. Si legga il capitolo 24 di Giosuè, ove è riferita una cerimonia celebrata da Giosuè a Sichem, dopo che Israele è entrato nella terra promessa, e si potrà ritrovare la sostanza di quello schema. acqua nella Bibbia
l’acqua nella Bibbia – come peraltro in tutte le religioni – non è solo una presenza fisica, sospirata e preziosa, ma è soprattutto un grande simbolo spirituale.
Sono almeno 1.500 i passi biblici “bagnati” dalle acque e certamente ci si imbatte in sorgenti, fiumi e “mari” (termine che evoca anche i laghi), ma anche in piogge, nevi, rugiade, pozzi, cisterne, acquedotti, piscine, bagni, torrenti, imbarcazioni, pescatori, pesci e così via. Tre sono i “mari” naturali: il lago di Tiberiade o di Genesaret, il mar Morto e il mar delle Canne (mar Rosso); ma fa capolino anche il Mediterraneo, almeno come fondale.
Entrano in scena anche i grandiosi fiumi del Vicino Oriente: il Tigri, l’Eufrate e il Nilo, ma c’è innanzitutto il Giordano, il fiume della Terra Santa. Queste realtà geografiche racchiudono in sé anche vicende storiche decisive: si pensi solo al transito glorioso attraverso il mare compiuto da Israele in fuga dall’oppressione faraonica, oppure al passaggio del Giordano per entrare nella terra promessa, ma si deve fare riferimento anche al battesimo di Gesù nelle acque di quel fiume. L’acqua, però, condensa in sé valori simbolici fondamentali al punto tale da trasformarsi in un segno stesso di Dio e della sua parola.
Così, il profeta Geremia descrive in modo incisivo il peccato di Israele come l’aver «abbandonato il Signore, sorgente di acqua viva, per scavarsi cisterne screpolate che non tengono l’acqua» (2,13). Per questo l’orante di quel gioiello poetico e mistico che è il Salmo 42 (41) descrive l’anelito dell’anima verso Dio come quello della «cerva che anela ai corsi d’acqua: così l’anima mia sospira a te, o Dio. L’anima mia è assetata di Dio, del Dio vivente». E il profeta Amos aveva intravisto il giorno in cui «la sete d’acqua»sarà quella di «ascoltare la parola del Signore» (8,11). Una parola che Isaia compara all’acqua che «irriga la terra, la feconda e la fa germogliare dando seme al seminatore e pane da mangiare» (55,10-11).
L’acqua è, però, anche un segno di purificazione che riguarda l’uomo: «Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli» (Ezechiele 36,25). Anzi, essa è alla radice della creatura nuova che rinasce dalle acque battesimali: «Se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio», dice Gesù a Nicodemo (Giovanni 3,5). E alla Samaritana Gesù promette un’acqua ben diversa da quella attinta al pozzo di Giacobbe: «Chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete» (Giovanni 4,14). L’acqua diventa, quindi, il segno del principio della vita nuova del credente, nel quale è effuso lo Spirito di Dio. È ciò che viene esplicitato in un celebre passo giovanneo: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura, fiumi d’acqua viva scorreranno dal suo grembo» (7,37-38).
Certo, l’acqua rivela anche un profilo terribile, di giudizio e di distruzione: pensiamo solo al diluvio o, più semplicemente, al mare che nella Bibbia è visto come un simbolo del nulla, del caos, della morte. Ma la meta ultima della storia è nella rappresentazione della Gerusalemme nuova, dipinta dall’Apocalisse: «Il mare non c’era più […]. Un fiume d’acqua viva, limpida come cristallo, scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello […]. A colui che ha sete darò gratuitamente acqua della fonte della vita» (21,1.6; 22,1). Quel Dio, che aveva dissetato il suo popolo nel deserto, offrirà allora una «sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna» (Giovanni 4,14). 25 maggioMessaggio di Medjugorje
25 Maggio 2008 "Cari figli, in questo tempo di grazia, in cui Dio mi ha permesso di essere con voi, di nuovo vi invito, figlioli, alla conversione. Lavorate per la salvezza del mondo in modo particolare mentre sono con voi. Dio è misericordioso e dona grazie particolari e per questo chiedetele attraverso la preghiera. Io sono con voi e non vi lascio soli. Grazie per aver risposto alla mia chiamata." AMAMI COME SEI
Citazione AMAMI COME SEI Benedetto XVIL’amore e la devozione per la Madre del Signore, tanto diffusa e radicata nel popolo italiano, sono un’eredità preziosa che dobbiamo sempre coltivare e una grande risorsa anche in vista dell’evangelizzazione. festa della Trinità
s. AmbrogioPerciò medita sempre, parla sempre delle cose di Dio, «quando sarai seduto in casa tua» (Dt 6, 7). Per casa possiamo intendere la chiesa, possiamo intendere il nostro intimo, per parlare all'interno di noi stessi. Parla, o uomo, quando ti corichi affinché non ti sorprenda il sonno di morte. Senti come potrai parlare sul punto di addormentarti: «Non concederò sonno ai miei occhi né riposo alle mie palpebre, finché non trovi una sede per il Signore, una dimora per il Potente di Giacobbe» (Sal 131, 4-5).
ti adoro mio Dio
Segno della croce
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Atto di adorazione
santa Maria
Ave maria= rallegrati Maria! Gioisci! Maria è "Immacolata" per progetto e per dono gratuito del Padre santa Maria ...
questa è bella
come fiorelliniLa Madonna usa spesso l'immagine del fiore che, con la sua bellezza e con la sua fragilità, è un simbolo della condizione umana. "Quando pregate, voi siete molto più belli: come i fiori che dopo la neve mostrano tutta la loro bellezza e tutti i colori diventano indescrivibili". "Non dimenticate che siete passeggeri come un fiore di un campo che si vede da lontano, ma in un attimo sparisce". il fraintendimento
Uno dei segni distintivi del Vangelo di Giovanni è la frequenza con cui i suoi personaggi fraintendono Gesù. Questi fraintendimenti possono venire caratterizzati in termini generali con i seguenti elementi: 1) Gesù fa un'affermazione che è ambigua, metaforica, oppure contiene un duplice significato; 2) il suo «partner» di dialogo risponde, sia in termini di comprensione letterale dell'affermazione di Gesù, oppure con una domanda ο protesta che dimostra come lui ο lei non ha afferrato il significato più alto delle parole di Gesù; 3) in più casi una spiegazione è offerta da Gesù, oppure (meno di frequente) dal narratore. I fraintendimenti, perciò, offrono un'opportunità per spiegare il significato delle parole di Gesù e sviluppare ulteriormente temi significativi (...). La loro efficacia sul lettore è certamente più grande di quella che si otterrebbe se il significato fosse stato offerto chiaramente e semplicemente fin dall'inizio. ellenismo
Discussione su VI Giorno della Novena alla Vergine di Pompei
Citazione VI Giorno della Novena alla Vergine di Pompei Discussione su VI Giorno della Novena allo Spirito Santo
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